Stretching e incidenza su performance di forza

Lo stretching è una pratica comunemente utilizzata in ambito sportivo, ma si è poco riflettuto sulla sua reale utilità. Molti studi hanno indagato i suoi effetti in acuto ed in cronico in relazione al miglioramento della performance ed alla prevenzione degli infortuni. La maggior parte degli autori sono concordi nell’affermare che lo stretching agisca negativamente in acuto su prove di forza e/o potenza, mentre i dati sul lungo termine sono ancora in parte discordanti. Sembra che lo stretching agisca negativamente su quelle discipline che richiedono alte intensità nel ciclo stiramento-accorciamento, come la corsa. Nella prevenzione degli infortuni sono riconosciuti alcuni meriti allo stretching, anche se, in base alla metodica di applicazione, si potrebbero avere effetti completamente differenti o addirittura opposti.

Il concetto di stretching inteso come preparazione alla performance atletica e prevenzione degli infortuni, è vero solo in parte… e come al solito è una condizione estremamente soggettiva e dipende dal tipo di lavoro muscolare che si va a compiere.

Quando un muscolo viene allungato, i recettori muscolari situati in parallelo tra le fibre, i fusi, segnalano uno stato di tensione da allungamento, determinando una contrazione di riflesso-difesa che eviti l’eccessivo streth che potrebbe causare uno stiramento o addirittura un overstretching, ovvero uno strappo delle fibre muscolari; ma se il muscolo viene prima adeguatamente riscaldato con un giusto warm-up e in seguito allungato con tecniche di stretching appropriato, esso cederà lentamente e fisiologicamente nel senso che aumenterà il suo ROM (Range of Motion), ovvero il campo di mobilità del distretto articolare connesso, dando come effetto una più ampia libertà di movimento.

  • Impegnarsi in uno stretching statico passivo prima di sollevare pesi potrebbe farti sentire più debole e meno stabile durante l’allenamento
  • Lo stretching statico pre-esercizio fisico generalmente danneggia invece di aiutare le prestazioni atletiche e muscolari, in particolare quando la posizione di stretching viene tenuta per 60 secondi o più
  • A differenza dello stretching statico, quello dinamico, un tipo di allungamento attivo come gli affondi a piedi, gli squat o i cerchi con le braccia, ha dimostrato di influenzare positivamente la potenza, la velocità, l’agilità, la resistenza, la flessibilità e le prestazioni di forza quando vengono utilizzati come riscaldamento

Lo streching del muscolo, nonchè il suo danneggiamento pariziale preallenamento, si può considerare controproducente sotto il punto di vista prestazionale e di efficenza muscolare. Una buon riscaldamento cardio di breve durata e una buona mobilità articolare (o streching dinamico) preparano il corpo a un allenamento con sovraccarichi in maniera più adeguata.

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